Chi non ha mai sognato di ‘scalare’ il Macchu Picchu..

Nell’immaginario collettivo il luogo sacro degli Inca, è una mèta, il coronamento del sogno del vero viaggiatore.

Questa  cittadella aggrappata alla montagna 2400 m di altezza è da sempre un  luogo sospeso nel tempo che sa affascinare con un magnetismo tutto particolare.

Per i più avventurosi, al Macchu Picchu si puo’ arrivare a piedi percorrendo il famoso ‘camino real’.
Era il cammino principale dal quale si diramavano una serie di percorsi laterali, con una copertura totale di 40.000 Km. Gli antichi andini studiarono tanto a fondo le caratteristiche del terreno che disegnarono il percorso in modo che due punti fossero sempre collegati dal più breve tragitto possibile. A intervalli regolari venivano edificati dei luoghi di ristoro per affrontare gli itinerari più lunghi.

Oggi sono percorribili solo gli ultimi 45 km . Quattro giorni con pernottamenti in campo tentato anche accompagnati da guide parlanti italiano e uno sherpa, se necessario. Un’esperienza davvero unica lungo un itinerario che costeggia il fiume Urubamba che risale la valle Kusichaca e che permette di visitare anche altre rovine lungo il cammino: Wayllabamba, Runquraqay e Puyupatamarca (la città sulle nuvole, dal quecha) .
Esistono ben 34 complessi archeologici, collegati dal cammino Reale, ma ad oggi è percorribile dai turisti solo il tratto finale.

Arrivare dal ‘Camino Real’ è sentirsi un po’ degli esploratori. Immaginate la sorpresa di Hiram Bingham chel 24 luglio 1911 ‘scoprì’ il sito proprio alla fine del cammino incaico.  In realtà i contadini della zona conoscevano l’esistenza e l’estensione (ben 32.592 ettari!!) del Macchu Picchu ben prima dell’arrivo di Bingham, ma la storia attribuisce a lui l’onore della scoperta.

Se quattro giorni vi sembrano troppi, si possono fare degli itinerari da 3, da 2 o persino di sole 6 ore. Anche percorrere solo il tratto finale del cammino ed arrivare alla Puerta del Sol riserva delle emozioni a dir poco uniche.

Centro di culto e un osservatorio astronomico, ma anche fattoria privata della famiglia dell’Inca Pachacútec, il Macchu Picchu è formata da due grandi aree: una agricola, fatta di terrazzamenti e recinti  e l’altra urbana, nella quale la zona sacra assume una grande importanza, con templi, piazze e mausolei. Scalinate e i canali di pietra sono una capolavori di ingegneria. I nomi dei quartieri furono assegnati da Hiram Bingham, basandosi sulle ipotesi della loro funzione.

Di fronte si erge il Huayna Picchu meno conosciuto ai più, ma molto ambito dagli ‘scalatori’
L’accesso è attraverso un ripido sentiero e regolamentato dalle autorità locali.
Per poterlo scalare è necessaria una prenotazione e un biglietto di ingresso

Se avete tempo, prendetevela con molta calma….il Macchu picchu riserva molte emozioni…. e vale proprio il viaggio!

Silvia Testa  – Il Viaggiosauro

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