Lima, Perù. In tutte le guide la città e’ chiamata la ‘città dei balconi’. Sono atterrata da poche ore ma io ho già ribattezzato la capitale peruviana in ‘la città dei cartelli’!


I primi che incontro, sono quelli sulla strada dall’aeroporto al centro città di Lima. Grandi cartelloni posti sotto i ponti o lungo la strada che costeggia l’oceano Pacifico che indicano le vie sicure di evacuazione in caso di Tsunami……come se uno avesse il tempo!!


Durante le visite in hotel un altro cartello attrae la mia attenzione: una grande S verde che indica ‘ZONA SEGURA EN CASOS DE SISMA’. Ironicamente mi chiedo se vengano posizionati a caso o se ci fosse un ispettore che dopo un sopralluogo indica dove appiccicarli. La guida si prende anche la briga di rispondermi e mi conferma che escono gli ispettori! Devo dire che il sottoscala o sotto l’arco della sala colazione ad occhio non mi sembra il posto più sicuro, ma lascio correre e caccio indietro un immagine degli ospiti dell’hotel tutti ammassati nel sottoscala alla prima scossa!


Nel quartiere di Miraflores, il più attrezzato e frequentato a livello turistico, mi imbatto in un’altra targa, piuttosto comune in negozi ed Hotels da queste parti. Recita:  EN ESTE LOCAL Y EN TODO EL DISTRITO DE MIRAFLORES ESTA PROHIBIDA LA DISCRIMINACION. Trattasi di una disposizione comunale, che vieta qualsiasi discriminazione razziale.


Mi stupisce e mi incuriosisce…. scopro così, con sorpresa, che il  problema della discriminazione razziale e’ piuttosto diffuso in Perù.
E quello che mi colpisce e’ scoprire che è nei confronti delle popolazioni andine che arrivano in città con gli abiti tradizionali. Ristoranti di lusso, shopping center griffati e locali IN negavano l’ingresso. I frequenti episodi hanno costretto una presa di posizione da parte della municipalità.


Ieri sera passeggiando nel quartiere degli artisti , il Barranco, prima del famoso ponticello da attraversare senza respirare per esprimere un desiderio al fondo (o per far star zitti i compagni di viaggio, dipende dai punti di vista), mi imbatto in uno dei cartelli più belli della giornata. ESTA CASA NO SE VENDE.


Evidentemente a Lima e’ meglio essere chiari!!


Silvia Testa – Il Viaggiosauro

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